• Regno d’Italia Vittorio Emanuele II (1861-1878) 100 Lire 1931 d’oro anno IX dell’era fascista Zecca di Roma 8.79 g.  23.5 mm. Diritto: VITTORIO EMANVELE III RE. Busto a capo scoperto a sinistra; sotto, nodo d’amore e G ROMAGNOLI A MOTTI INC. Rovescio ITALIA. Personificazione dell’Italia stante verso sinistra con lauro e fiaccola su prora di nave; a destra, L 100 e sotto, in due righe, 1931 IX-E F. Bibliografia:  Pagani p. 38, n. 646; Simonetti n. 19/1; Gigante n. 9; Montenegro n. 20; Friedberg n. 33. Quasi Fior di Conio 22'925 esemplari coniati  
  • Francia Napoleone I Imperatore (1804-1815) 40 Franchi in oro 1812, zecca di Parigi 12.80 g. 26 mm Diritto: NAPOLEON EMPEREUR. Testa laureata di Napoleone a sinistra; sotto, T. Rovescio: EMPIRE FRANCAISE 1812 e simboli di zecca, nel campo 40 FRANCS entro corona di alloro. Bibliografia: Gadoury, Monnaies Francaises 1789-2019,  n. 1084; Mazard, Histoire Monétarire et Numismatique Contemporaine, n. 413; Friedberg, Gold Coins of the World: From Ancient Times to the Present; an Illustrated Standard Catalog With Valuations, n. 505. Bellissima
  • Gran Bretagna Regina Elisabetta II (1952-) 5 Sterline 1988, zecca di Londra. Brilliant Uncirculated In capsula entro astuccio originale con certificato della zecca di Londra n. 302. AV 39.94 g. 36.02 mm. Diritto: ELIZABETH II DEI GRA REG F D. Busto coronato a destra. Rovescio: San Giorgio a cavallo uccide con una spada il drago a terra; in basso, 1988, a sinistra U (contrassegno di Brilliant Uncirculated). Bibliografia: A. Friedberg, Gold Coins of the World: From Ancient Times to the Present; an Illustrated Standard Catalog With Valuations, n. 419. Brillante non circolata. Rara. Coniata in soli 3’315 esemplari
  • Bruttium, Lokroi Epizephyrioi Statere. Circa 325-317 a. C. Argento 8,60 g. 21 mm. Diritto: Pegaso in volo verso sinistra, entrambe le ali visibili; ΛΟ in basso. Rovescio: Testa della dea Atena a destra con elmo corinzio, piccola M sul paracollo. Bibliografia: Calciati, Pegasi. Mortara 1990, vol. II p. 574, n. 5. K. Rutter, A. M. Burnett, M. H. Crawford, A. E. M. Johnston, M. Jessop Price (editori), Historia Numorum, Italy, The British Museum Press 1990, n. 2338. Sylloge Nummorum Graecorum American Numismatic Society n. 506. Sylloge Nummorum Graecorum München n.1484. Alcuni lievi graffi al diritto, altrimenti quasi splendida. Da una collezione svizzera
  • Nerone (54-68 d.C.). Aureo coniato nel 65-66 d. C. Zecca di Roma Oro 7.33 g. 18 mm Diritto: NERO CAESAR AVGVSTVS. Testa laureate di Nerone a destra. Rovescio: Salus seduta a sinistra su un trono ad alto schienale, regge nella mano destra una patera e poggia il braccio sinistro al bracciolo; in esergo SALVS. Bibliografia: Roman Imperial Coinage Vol. I: From 31 BC to AD 69, London 1984, n. 59; Coins of the Roman Empire in the British Museum. Vol. I: Augustus to Vitellius. Londra 1965, n. 87; H. Cohen, Description historique des monnaies frappées sous l'Empire romain, communément appelées Médailles impériales, Tome premier. Paris-London 1880, p. 300, n. 313 (40 Fr.). G. B. Giard, Catalogue des Monnaies de l'Empire Romain. II. De Tibère à Néron. Bibliothèque Nationale, Paris 1988, n. 225. X. E. Calicó, The Roman Aurei. Catalogue Vol. I: From the Republic to Pertinax 196 a. C.-193 d. C.  Barcelona 2003, n. 43. Fondi lucenti, alcuni lievissimi segni e un lieve colpo sul bordo, altrimenti, Splendida. Delizioso, nitido ritratto in altorilievo. Provenienza: Ex Bertolami Fine Art-ACR auctions, 11 novembre 2015, lotto 508 (aggiudicato a 7’000 EUR + diritti d’asta).
  • Tito, come Cesare (AD 79-81 d. C.) Aureo coniato a Roma nel 76 d. C. dal padre Vespasiano 7.31 g. 20 mm Diritto: T CAESAR IMP VESPASIANVS. Testa laureata di Titus a destra. Rovescio: COS V. Giovenca di Mirone stante a destra. Bibliografia: Carradice I.A.,  Buttrey T.V. The Roman Imperial Coinage, Vol. II, Part 1: From AD 69 to 96. (London, 2007) n. 868 (Vespasian); Calicó X. E., The Roman Aurei. Catalogue Vol. I: From the Republic to Pertinax 196 a. C.-193 d. C.  (Barcelona 2003), n. 734; Mattingly, H. & R.A.G. Carson. Coins of the Roman Empire in the British Museum, Vol. 2: Vespasian to Domitian. (London, 1930) n. 188; Cohen H. Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Vol. 1: Pompey to Domitian. (Paris, 1880) n. 53. Energico, nitido ritratto su campo lucente. Virtualmente come coniato. FDC. Da una collezione svizzera Il tipo del rovescio è stato accostato alla giovenca di Mirone, il famoso scultore ateniese del V secolo a. C. Mattingly in catalogo del British Museum afferma che "La giovenca è indiscutibilmente la famosa statua di Mirone che era stata collocata da Augusto nel 'Porticus Apollinis' e che fu trasferita da Vespasiano nel tempio della Pace" (BMC p. xxxviii): Carradice e Buttrey nell'edizione riveduta del Roman Imperial Coinage sono più cauti e suggeriscono che il legame con Mirone è ipotetico (RIC p. 30). Tuttavia il rovescio trae ispirazione dalla precedente serie di aurei raffiguranti tori o giovenche emessi da Augusto.
  • Austria  50 Euro 2005 Ludwig van Beethoven  Zecca: Vienna  Diritto: REPUBLIK ÖSTERREICH 2005. Veduta del Museo del Teatro, Palazzo Lobkowitz; sotto, PALAIS LOBKOWITZ. A destra, foglio con scritto SINFONIA EROICA e penna posata; a sinistra, valore. Rovescio: LUDWIG VAN BEETHOVEN 1770 1827. Busto frontale del compositore. Oro 10.14 g. 22 mm Titolo: 986/1000 Tiratura: 50'000 esemplari Bibliografia: Krause, Standard Catalog of World Coins n. 3118. Friedberg, Gold Coins of the World: From Ancient Times to the Present; an Illustrated Standard Catalog With Valuations, n. 943. Fondo a specchio - Proof entro capsula
  • Cristo benedicente con quattro serafini Cuspide di un tabernacolo, bassorilievo in marmo d'Istria. 55 x 75 x 18 cm Maestro della Tomba di Niccolò V, scultore attivo a Roma nella prima metà del Quattrocento Provenienza: Già collezione prof. Luigi Grassi, Roma, 1930/1940, Ugo Donati, Molinazzo di Monteggio, Svizzera, metà anni ‘40. Collezione privata, Svizzera Bibliografia: L. Rosselli, A. Piccioli, Gemme d’arte antica italiana: Rassegna illustrativa di quadri e sculture dal sec. XIII al sec. XVI in raccolte private, introduzione di R. Van Merle, testo di L. Venturi, Milano 1938, p. 15, 31-32, fig. a p.337. Engel, catalogo della mostra a cura di G. Freuler, Credit Suisse, Galerie Le Point, Zürich 1999, n. 51. Sul piano stilistico, l’opera qui esaminata è molto vicino all’Eterno benedicente del Sepolcro Eroli conservato nella Grotte Vaticane, che,  dall’antica lapide visibile ancora oggi, sembra fosse davvero la cimasa di quel sepolcro: nella Fototeca dell’Istituto Germanico di Storia dell’Arte di Firenze, quest’opera è schedata  come opera di Giovanni Dalmata, un importante scultore nativo di Traù ed attivo tra Lazio e Umbria per poi giungere a Roma, dove lavorò con il Bregno e Mino da Fiesole, occupando un ruolo importante nella scena artistica di quegli anni, come indica, ad esempio, il Monumento al Cardinale Roverella in San Clemente a Roma, realizzato nel 1476 in collaborazione con Andrea Bregno che presenta, nella volta, un Dio-Padre benedicente. Inoltre, la nostra lastra è vicina anche ai marmi smembrati della Tomba di Niccolò V, deceduto nel 1458, eseguita da Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata e non lontana da quelli della Tomba di Callisto III, morto nel 1458. La paternità di questi complessi, nonostante un prezioso e recente contributo apparso nel volume Mirabilia Italiae (2000) dedicato alla Basilica Vaticana, deve essere ancora meglio approfondita, tanto che, nel caso specifico, i marmi ricordati non sembrano adeguatamente riprodotti. Riteniamo eseguita la nostra lastra, nella quale il Redentore è ammantato in un panneggio classicheggiante, dal “maestro della tomba di Niccolò V” che lavorò fianco a fianco con i più celebri scultori attivi presso la corte papale, i quali, attraverso botteghe bene organizzate, erano in grado di eseguire numerosi lavori per la Basilica di San Pietro. PREZZO A RICHIESTA
  • Bellinzona. Medaglia in argento Tiro Federale 1929. 27 mm. 13.65 g. Diritto: TIRO FEDERALE – BELLINZONA. Fonte dalla quale sgorgano tre rivoli d’acqua che scendono su tre basi indicate RODANO TICINO RENO; dalla base centrale l’acqua defluisce spargendosi; sotto, 1929 Rovescio: MEDAGLIA DI BENEMERENZA. Stemma di Bellinzona. Opus: Agostino Balestra / Huguenin. Bibliografia: Richter, Die Schützenmedaillen der Schweiz, n. 1468a. Molto Rara. Fior di Conio. VENDUTA
  • Papa Benedetto XIII (1724-1730) Medaglia premio in bronzo per l'Accademia di San Luca senza data ma 1725. Incisori Ermenegildo e Giovanni Hamerani. 43.8 mm. Diritto: BENEDICT XIII PONT MAX. Busto del Pontefice a destra con triregno e piviale; sotto HAMERANI F. Rovescio: San Luca seduto dipinge la Madonna col Bambino; dietro al cavalletto, un bue accovacciato; sotto, HAMERANO E. Bibliografia: W. Miselli, Il Papato dal 1700 al 1730 attraverso le medaglie, Milano 1997, n. 209. W. S. Lincoln, Catalogue of Papal Medals, London n.d., n. 1701. R. Venuti, Numismata Romanorum Pontificum Praestantiora a Martino V. ad Benedictum XIV per Rodulphinum Venuti cortonensem Aucta, ac Illustrata. Roma 1774, n. XXIV. Splendida.
  • Brasile. José I (1750-1777). Peca in oro (6400 Reis) 1777 coniata a Rio de Janeiro 14.18 g. 32  mm. Diritto: JOSEPHUS. I. D. G. PORT. ET. ALG. REX. Testa laureata e drappeggiata a destra, sotto R e 1777. Rovescio: Stemma coronato entro elaborato padiglione. Bibliografia: A. Friedberg, Gold Coins of the World: From Ancient Times to the Present; an Illustrated Standard Catalog With Valuations, n. 65. Bellissima.
  • Tessaglia, Larissa Dracma coniata in argento nel 400-380 a. C. circa 6.06 g. 19 mm. Diritto: Testa della ninfa Larissa di tre quarti a destra, con ampyx e capelli svolazzanti intorno al viso. Rovescio: ΛΑΡΙ. Cavallo a destra bruca su un prato. Leggero graffito sotto la pancia del cavallo Bibliografia: C. Lorber. The Early Facing Head Drachms of Thessalian Larissa in H. Nilsson, Ed. Florilegium Numismaticum: Studia in Honorem U. Westermark. Stockholm 1992, tipo 23, p. 272, n. 64, illustrata a p. 280. Moneta in alto rilievo e di finissimo stile. Splendida conservazione con leggero graffito sotto la pancia del cavallo. Provenienza: Asta Hess-Divo, novembre 2015, n. 62 (aggiudicata a CHF 3400 + diritti d’asta); Numismatic Fine Arts, Inc., Los Angeles - Fixed Price List 41 (1992), n. 36.      
  • Campione d’Italia. Medaglia 1967 in oro per la consacrazione della chiesa di S. Zenone Oro 31.65 g. 39 mm. Titolo 750/1000 Diritto: S. ZENONE  S. AMBROGIO. I due santi con piviale e tiara toccano la lunga croce sopra la nuova chiesa mentre con l'altra mano conducono le genti verso l’ingresso; in basso, in piccolo, CALVELLI 66. Rovescio: CONSACRAZIONE NVOVA CHIESA DI S. ZENONE. Scudo tripartito con lumaca, terminale di pastorale e mano che tiene aspersorio. CAMPIONE D’ITALIA 15 APRILE 1967. Autore: E. Calvelli Fior di conio Con astuccio in tela rossa.
  • Carlo Francesco Nuvolone (Milano, 1609-1662) Ritratto maschile Olio su tela. 92 x 76 cm L'opera si presenta in buone condizioni conservative, a seguito di un recente restauro. La luce soffusa e ricca di lustri e l'attenzione estrema posta ai dati di realtà, che siano la minuziosa restituzione dei merletti del colletto e dei polsini, gli scintillii del metallo dell'armatura, le piume del pennacchio sull'elmo, lo collocano come opera lombarda verso la metà del XVII secolo. Mi pare poi che l'inconfondibile, morbida e calda pasta pittorica del volto, animato da un sensibile pulsare di vita, ne faccia riconoscere l'autore in Carlo Francesco Nuvolone, uno degli indiscussi protagonisti della ritrattistica seicentesca lombarda. In modo particolare risultano determinanti i confronti con opere quali il Ritratto di don Juan José d'Austria, datato 1656, anche per l'attenta riproduzione della preziosità dell'abbigliamento, o ancor più quello di don Diego de Ollauri, circa 1657-1660, entrambi in collezioni private. La spettacolare definizione del colletto, poi, dialoga da pari a pari col virtuosismo esibito dal più giovanile Ritratto di gentildonna (1635-1640 circa)  delle Collezioni Comunali d'Arte di Palazzo Accursio a Bologna. Qualche episodica caduta (in particolare la alquanto deludente mano sinistra), non dovuta a problemi conservativi, denuncia il secondario intervento di un collaboratore. Prezzo a richiesta
  • Cina Repubblica Popolare Cinese 25 Yuan 1989 data stretta, zecca di Shanghai 21.95 mm. 7.78 g. Diritto: Panda seduto con ramo di bamboo; valore e titolo. Rovescio: Città purpurea o Palazzo imperiale di Pechino; 1989. Bibliografia: Tracy L. Schmidt (editor) Standard Catalog of World Coins 1901-2000, n. 224. Fondo a specchio. Proof
  • Jan Van Steffeswert (Maastricht, circa 1465- post 1531) Compianto su Cristo morto. Legno di faggio intagliato, dorato e dipinto. 22,5 x 38,3 cm. A eccezione di danni minori,  lo stato di conservazione può dirsi spettacolare. Si è infatti conservata pressoché integra la ricca pelle pittorica originale. di grande finezza, dipinta sopra una pressoché integrale doratura, a denotare una grande ricchezza esecutiva e quindi una committenza di livello molto alto. L’accentuazione patetica è  tutta concentrata nella figura di Cristo, per indurre  l’identificazione del fedele con le sofferenze del  Salvatore  Gli altri personaggi (da sinistra a destra Giovanni Evangelista, la Madonna e Maria Maddalena) , al contrario, sembrano abitare una dimensione più meditativa e propriamente spiritualizzata. Questa sostanziale assenza di tragicità nelle figure trova una perfetta consonanza, che è anche precisa rispondenza stilistica, nel corpus dello scultore Jan van Steffeswert, protagonista della produzione lignea a Maastricht agli inizi del Cinquecento. A cominciare dalle espressioni serene e quasi sorridenti dei volti, che si rivedono, piuttosto simili, in opere di questo artista quali la Sant’Anna Metterza del Bonnefantenmuseum di Maastricht, datata 1500, la Santa Barbara della Salviuskerk di Limbricht (circa 1495-1500), la Maddalena del Musèe Royal d’Art ed d’Histoire di Bruxelles, firmata e datata 1509, la Santa del Museo Bogdan e Varvara Khanenko di Kiev (dalla decorazione a fiori sul manto vicina a quanto si vede qui), i Santi Crispino e Crispiniano della chiesa di San Pietro a Maastricht, databili intorno al 1515, o ancora la coeva Santa Gertrude della omonima chiesa di Meeuwen-Gruitrode. Ancora più strette le somiglianze con un’altra versione di Sant’Anna Metterza, nella chiesa di Santa Gertrude a Tüddern, firmata e datata 1513, in cui il volto di sant’Anna è quasi gemello di quelli degli astanti nel Compianto qui in esame; e con il Vescovo benedicente, siglato e databile circa 1515, anch’esso al Bonnefantenmuseum. Da notare ancora la rispondenza dell’anatomia del Cristo morto con i Crocifissi di Jan e della sua bottega (si veda in particolare, al di là della differenza di dimensioni, a quelli della chiesa di San Pietro e del già più volte citato Bonnefantenmuseum, entrambi a Maastricht, databili sul 1510-1515. Epoca e ambito geografico, del resto, sono confermati anche dal dato della moda particolarmente leggibile nella Maddalena, il cui abito con vita alta e stretta e scollatura a V aperta su un corpetto a girocollo si ritrova in numerose opere di Steffeswert e della sua bottega.  
  • Niccoló Fiorentino Crocifissione Bronzo 121 x 78 mm. PLACCHETTA XV sec. rettangolare in bronzo trasformata in Pace, attribuita a Niccolò di Forzore Spinelli detto Niccolò Fiorentino (Firenze, 1430-1514). Gesù Cristo in croce tra la Vergine Maria e San Giovanni stanti su terreno roccioso.; ai piedi della croce, un teschio. Le colonne laterali e l’architrave, nonché la nicchia sovrastante sono decorati da rosette e conchiglie. In lunetta è raffigurato Dio Padre benedicente tra due cherubini. Sulla base della cornice, impreziosita da motivi arborei, l'iscrizione: SANCTVS. SALVATORE. MONDI. Bibliografia: E. F. Bange, Die Italenischen Bronzen der Renaissance und der Barock. Zweiter Teil. Reliefs und Plaketten, Berlin-Leipzig 1922, n. 328. Rare. Splendida fusione originale. Patina bruno scura con figure parzialmente dorate. L'attribuzione a Niccolò Spinelli, sebbene i motivi decorativi appaiano di carattere padovano, è confermata da un esemplare conservato presso il Museo Archeologico di Venezia recante l'iscrizione: NICOLO. M. FIORE . FECIT. Dall'Asta Astarte XX, 30 ottobre 2009, lotto n. 492. Prezzo a richiesta
  • Danimarca Re Cristiano X (1912-1947) 20 Corone oro 1916, zecca di Copenhagen 23 mm. 8.96 g. Diritto: CHRISTIAN X KONGE AF DANMARK piccolo cuore 1916 VBP. Testa a destra; AH entro taglio del collo. Rovescio: 20 KRONER 1916 VBP piccolo cuore. Stemma entro padiglione coronato. Bibliografia: Friedberg, Gold Coins of the World: From Ancient Times to the Present; an Illustrated Standard Catalog With Valuations, n. 299. Andreas Hansen fu l’incisore di questa moneta. Il piccolo cuore è il simbolo della zecca di Cophenagen.
  • Quintus Antonio Balbus Denario serrato in argento coniato a Roma tra l’83 e l' 82 a. C. 4.35 g. 19 mm. Diritto: Testa laureata di Giove a destra; dietro, S C e davanti F. Rovescio: Vittoria in quadriga, alza con la mano destra una corona mentre con la sinistra stringe le redini ed un ramo di palma; in esergo Q ANTO BALB PR. Bibliografia: M. H. Crawford, Roman Republica Coinage, Cambridge Univerity Press 1974, n. 364/1. E. A. Sydenham, The Coinage of the Roman Republic, London 1952, n. 742a. Esemplare in straordinario stato di conservzione, alcuni lievissimi graffi, altrimenti, praticamente stato zecca con leggera patina iridescente
  • Macrino (217-218 a.C.) Denario in argento coniato a Roma tra l’estate del 217 e l’inizio del 218 d.C. 3.99 g. 20 mm. Diritto: IMP C M OPEL SEV MACRINVS AVG. Busto laureato con lunga barba di Macrino, indossa una corazza. Rovescio: IOVI CONSERVATORI. Giove stante frontalmente, volto a sinistra, con fulmine e un lungo scettro. Bibliografia: Roman Imperial Coinage vol. IV, n. 73; British Museum Catalogue Roman Empire n. 66. Leggera patina iridescente. Moneta in eccezionale stato di conservazione. Fior di conio  

Title

Go to Top