• Calabria. Tarentum Coniazione campano-tarantina (circa 281-228 a. C.) Didracma in argento 5.53 g. 18 mm Diritto: Testa diademata volta a sinistra della ninfa Satyra; indossa taenia, orecchino a tre pendenti e collana. Rovescio: Giovane cavaliere nudo incorona il cavallo con la mano destra e stringe le redini con la sinistra; sotto, TA e delfino. Bibliografia: K. Rutter, A. M. Burnett, M. H. Crawford, A. E. M. Johnston, M. Jessop Price (editors), Historia Numorum, Italy, The British Museum Press 1990, n. 1098. Sylloge Nummorum Graecorum. The collection of the American Numismatic Society pt. 1. Etruria-Calabria. New York 1969, n. 1280. P. Vlasto, Descriptive Catalogue of the Collection of Tarantine Coins, compiled by Oscar E. Ravel. London 1947, n. 1000. Patina scura. Bellissima
  • Sicilia. Siracusa Gerone II (275-215 a.C.) Bronzo 8.97 g. 21.5 mm. Diritto: Testa di Poseidone con lunga barba a sinistra. Rovescio: Tridente ornato con due delfini ai lati; sotto IEP-ΩNOΣ. Bibliografia: Calciati, Corpus Nummorum Siculorum: La Monetazione di Bronzo, n. 194. Sylloge Nummorum Graecorum American Numismatic Society, n. 964 quasi splendida/Bellissima Da una collezione svizzera
  • Tessaglia. Larissa. Dracma, circa 420-400 a. C. Argento 5.97 g. 20 mm Diritto: Thessalos con mantello e petasos svolazzante sulla schiena doma un toro. Rovescio: ΛAPI  ΣAIA. Cavallo bardato al galoppo a destra entro quadrato incuso Bibliografia: C. Lorber, Thessalian Hoards and the Coinage of Larissa, American Journal of Numismatic 20, (2008), tav. 42.53. O.D. Hoover. Handbook of Coins of Northern and Central Greece: Achaia Phthiotis, Ainis, Magnesia, Malis, Oita, Perrhaibia, Thessaly, Akarnania, Aitolia, Lokris, Phokis, Boiotia, Euboia, Attica, Megaris, and Corinthia, Sixth to First Centuries BC. The Handbook of Greek Coinage, Volume 4. Lancaster 2014, n. 418. Bella tonalità scura. Migliore di Bellissima
  • Tessaglia, Larissa Dracma coniata in argento nel 400-380 a. C. circa 6.06 g. 19 mm. Diritto: Testa della ninfa Larissa di tre quarti a destra, con ampyx e capelli svolazzanti intorno al viso. Rovescio: ΛΑΡΙ. Cavallo a destra bruca su un prato. Leggero graffito sotto la pancia del cavallo Bibliografia: C. Lorber. The Early Facing Head Drachms of Thessalian Larissa in H. Nilsson, Ed. Florilegium Numismaticum: Studia in Honorem U. Westermark. Stockholm 1992, tipo 23, p. 272, n. 64, illustrata a p. 280. Moneta in alto rilievo e di finissimo stile. Splendida conservazione con leggero graffito sotto la pancia del cavallo. Provenienza: Asta Hess-Divo, novembre 2015, n. 62 (aggiudicata a CHF 3400 + diritti d’asta); Numismatic Fine Arts, Inc., Los Angeles - Fixed Price List 41 (1992), n. 36.      
  • Acarnania. Leukas Statere in argento (circa 345-307 a.C.) 8.49 g. 23 mm. Diritto: Pegaso in volo a sinistra; sotto Λ. Rovescio: Testa a sinistra della dea Atena con elmo corinzo; dietro, T e elmo macedone con ampia cresta. Bibliografia: Calciati, Pegasi, vol. II, p. 432, n. 151; BCD Acarnania, n. 272. Leggera patina iridescente. Bellissima/Quasi Splendida. Rara
  • Corinthia. Corinto Metà IV sec. a. C. Statere in argento 8.56 g. 20.5 mm Diritto: Pegaso in volo a sinistra con ala a punta; sotto, Q. Rovescio: Testa di Atena a sinistra, indossa un elmo corinzio con paracollo in cuoio e una collana di perle; sotto il mento Δ; dietro il collo, I e statua di Atena Nikephoros in piedi a sinistra con Nike nella mano destra e una lunga lancia nella sinistra. Bibliografia: Ravel, O. E., Les "Poulains" de Corinthe. Monographie des statères corinthiens. Tomo II. de 414 à 300 av. J. C. (London, 1948) n. 1082; Calciati R., Pegasi. (Mortara 1990) p. 270 n. 458; Münzen von Korinth: Sammlung BCD. Numismatik Lanz, asta 105 (München, 26 November 2001) n. 134. Fondi lucenti. Splendida Da una collezione svizzera
  • Mysia,  Lampsakos Statere in elettro (circa 500-450 a. C.) 15.28 g.  20 mm Diritto: Protome di cavallo alato (pegaso) rivolto a sinistra; intorno rami d’uva. Rovescio: Quadrato incuso quadripartito. Bibliografia: Agnes Baldwin. The Electrum coinage of Lampsakos, Periodo I, Gruppo 2, pag. 7, n.10. Warwick Wroth. A Catalogue of the Greek Coins in the British Museum. Mysia, p. 79, tav. XVIII, n. 7. L. Forrer. The Weber Collection Volume III. Mysia, p. 96, tav. 186, n. 5088. S. W. Grose. Catalogue of the McClean Collection of Greek Coins Volume III. Mysia, p. 54, tav. 262, n. 12 (variante monogramma). Sylloge Nummorum Graecorum Deutschland. Sammlung von Aulock Heft 4. Mysien, tav. 40, n. 1292 (variante monogramma). Migliore di Bellissima. Provenienza: Ex Bertolami Fine Arts–ACR asta n. 52 del 8 novembre 2018, lotto n. 88 (aggiudicata a 5000 sterline + diritti d'asta); Jean Elsen & ses Fils S.A. asta n. 86 del 10 dicembre 2005, lotto 106. Lamsaco fu un’importante antica città greca posizionata in un territorio fertile ricco di viti, sulla costa asiatica dell’Ellesponto, oggi chiamata Lapseky in Turchia. Fondata da focesi, nel VI secolo a. C. la città, retta da tiranni, modificò in democrazia il potere pubblico.  Agli inizi del V sec. a. C. Lampsaco si ribellò, unitamente a tutte le città greche della costa asiatica, contro i Persiani e nel 498 a. C. venne sottomessa da Daurise, genero del re di Persia Dario il Grande. Verso il 471 a. C. la città e il suo territorio vennero assegnati, insieme a quelli di Magnesia e di Miunte, in dotazione a Temistocle, l’artefice della potenza navale di Atene, al quale per lungo tempo vennero tributate dalla popolazione celebrazioni annuali.
  • Re di Pergamo. Attalo I (241-197 a. C.) Tetradracma, circa 241 a. C. Argento 16.99 g. 29 mm. Diritto: Testa di Filetero con diadema volta a destra. Rovescio: ΦIΛETAIΡOΥ. La dea Atena seduta a sinistra, tiene la lancia rivolta in basso sulla spalla destra e appoggiata a sinistra su uno scudo ornato da una gorgona; nel campo a sinistra, una foglia di edera e A; a destra, un arco. Bibliografia: Sylloge Nummorum Graecorum Deutschland: Sammlung von Aulock, n. 7453. U. Westermark. Das Bildnis des Philetairos von Pergamon. Stockholm. 1960. Group IV A, pl. 3, V.XXIX/R3. Alcune lievi corrosioni, altrimenti, quasi splendida. Una moneta molto rara, emessa in fase di transazione, di spiccato stile ellenistico. Dall’asta web Leu numismatik VI, 9 dicembre 2018, lotto 230. Filetero governò Pergamo con notevole autonomia fino alla morte avvenuta nel 263 a. C. Suo nipote Eumene I divenne il sovrano di Pergamo: a quel tempo la città si era ormai trasformata in un piccolo regno. Filetero viene solitamente menzionato quale fondatore della dinastia regnante di Pergamo, ma in realtà è stato il sovrano succeduto a Eumenes, Attalo I, il fondatore ufficiale della dinastia Attalide in quanto è stato il primo a valersi del titolo di re. Sotto Attalo I Pergamo divenne la capitale del regno più potente dell'Anatolia. VENDUTO
  • Zeugitania. Cartagine circa 290-270 a. C. Statere Elettro, 7.41 g. 18.50 mm Diritto: Testa a sinistra di Tanit (Kore-Persefone) con spighe di grano sul capo, orecchini a tre pendenti e collana con dieci pendenti. Rovescio: Cavallo in piedi a destra; puntini non visibili. Bibliografia: Jenkins G. K. & Lewis R. B. Carthaginian Gold and Electrum Coins, gruppo VII, 316; Alexandropoulos J., Les Monnaies de l’Afrique Antique 400 av. J.-C. – 40 ap. J.-C., p. 365, n. 13. Nitidamente coniata con un vigoroso diritto; alcuni depositi sul conio di diritto, altrimenti, migliore di bellissimo/quasi splendido
  • Quintus Antonio Balbus Denario serrato in argento coniato a Roma tra l’83 e l' 82 a. C. 4.35 g. 19 mm. Diritto: Testa laureata di Giove a destra; dietro, S C e davanti F. Rovescio: Vittoria in quadriga, alza con la mano destra una corona mentre con la sinistra stringe le redini ed un ramo di palma; in esergo Q ANTO BALB PR. Bibliografia: Crawford M. H., Roman Republican Coinage (Cambridge Univerity Press 1974) n. 364/1; Sydenham E. A., The Coinage of the Roman Republic (London 1952) n. 742a. Esemplare in straordinario stato di conservazione, alcuni lievissimi graffi, altrimenti, praticamente stato zecca con leggera patina iridescente
  • Lucius Roscius Fabatus. Denario in argento coniato a Roma nel 65 a. C. 3.90 g. 17,8 mm. Diritto: [L ROSCI], Testa di Giunone Sospita con copricapo di pelle di capra, a sinistra simbolo pettine. Rovescio: Ragazza che nutre un serpente; simbolo a sinistra; in esergo FABATI. Crawford M.H., Roman Republican Coinage, (Cambridge 1974), 412/1; Babelon E., Monnaies de la Republique Romaine. 2 Vols. (Paris, 1885) Roscia 3; Grueber H.A., Coins of the Roman Republic in the British Museum. III voll. (London 1910) n. 3394. Patina scura lucente, decentrato, altrimenti, Splendida.   In occasione della festa annuale di Giunone Sospita a Lanuvium, una vergine doveva nutrire il serpente che viveva nella cantina del tempio. Se la ragazza era casta, rimaneva illesa, altrimenti veniva uccisa dal serpente.
  • Petillius Capitolinus. Denario in argento coniato a Roma nel 41 a. C. 3.65 g. 18 mm Diritto: PETILIVS CAPITOLINVS. Aquila stante ad ali aperte, volta a destra, posata su un fulmine. Rovescio: Tempio di Giove Capitolino a Roma: tempio esastilo decorato con tre ghirlande sospese tra le colonne; il frontone è ornato da figure armate; nel timpano Giove seduto tra altre due figure; nel campo S F. Bibliografia: Crawford M.H., Roman Republica Coinage, (Cambridge Univerity Press 1974), n. 487/2b; Sydenham E.A., The Coinage of the Roman Republic, (London 1952), n. 1151; Babelon E., Monnaies de la Republique Romaine. 2 Vols. (Paris, 1885) Petillia n. 3. Leggermente decentrato il diritto. Splendida Petillius Capitolinus fu uno degli ultimi magistrati monetali a coniare una moneta senatoriale indipendente prima che i Triumviri assumessero il controllo del processo di coniazione nel 41 a.C.
  • Agrippina madre o maggiore (15 a.C.- 33 d.C.) moglie di Germanico Sesterzio coniato a Roma da Claudio nel 50-54 d.C. Oricalco 26.18 g. 36 mm. Diritto: AGRIPPINA M F GERMANICI CAESARIS. Busto drappeggiato di Agrippina a destra. Rovescio: TI CLAVDIVS CAESAR AVG GERM P M TR P IMP PP attorno a grande S C nel campo. Bibliografia: C.H. V. Sutherland, Roman Imperial Coinage Vol. I: From 31 BC to AD 69, London 1984, n. 102; H. Mattingly, Coins of the Roman Empire in the British Museum. Vol. I: Augustus to Vitellius. Londra 1965, n. 219. Moneta professionalmente pulita. Patina marrone. Splendida  
  • Nerone (54-68 d.C.). Aureo coniato nel 65-66 d. C. Zecca di Roma Oro 7.33 g. 18 mm Diritto: NERO CAESAR AVGVSTVS. Testa laureate di Nerone a destra. Rovescio: Salus seduta a sinistra su un trono ad alto schienale, regge nella mano destra una patera e poggia il braccio sinistro al bracciolo; in esergo SALVS. Bibliografia: Roman Imperial Coinage Vol. I: From 31 BC to AD 69, London 1984, n. 59; Coins of the Roman Empire in the British Museum. Vol. I: Augustus to Vitellius. Londra 1965, n. 87; H. Cohen, Description historique des monnaies frappées sous l'Empire romain, communément appelées Médailles impériales, Tome premier. Paris-London 1880, p. 300, n. 313 (40 Fr.); G. B. Giard, Catalogue des Monnaies de l'Empire Romain. II. De Tibère à Néron. Bibliothèque Nationale, Paris 1988, n. 225; X. E. Calicó, The Roman Aurei. Catalogue Vol. I: From the Republic to Pertinax 196 a. C.-193 d. C.  Barcelona 2003, n. 43. Fondi lucenti, alcuni lievissimi segni e un lieve colpo sul bordo, altrimenti, Splendida. Delizioso, nitido ritratto in altorilievo. Provenienza: Ex Bertolami Fine Art-ACR auctions, 11 novembre 2015, lotto 508 (aggiudicato a 7’000 EUR + diritti d’asta).
  • Nerone  (54-68 d.C.) Dupondio in bronzo coniato nel 66 d.C. circa Zecca di Lugdunum 12,09 g.  27 mm. Diritto: IMP NERO CAESAR AVG P MAX TR P P P.  Testa laureata di Nerone a sinistra, con globo nella punta alla base del busto. Rovescio: SECVRITAS AVGVSTI.  Securitas seduta a destra in trono; la testa appoggiata al braccio destro e  la mano sinistra impugna lo scettro imperiale; di fronte a lei un altare inghirlandato e acceso; in esergo S C. Bibliografia: Roman Imperial Coinage Vol. I: From 31 BC to AD 69, London 1984, p. 181, n. 519; Coins of the Roman Empire in the British Museum. Vol. I: Augustus to Vitellius, London 1976, p. 268, n. 342; H. Cohen. Description historique des monnaies frappées sous l’Empire romain, communément appelées Médailles impériales. Tome I: de Pompée à Domitien. Paris-London 1880, n. 325. Patina scura cuoio lucido con fondi leggermente puliti, due lievi segni sul volto e un piccolo colpo al rovescio, comunque, moneta quasi splendida. Elegante ritratto di particolare finezza. Ex Bertolami Fine Arts–ACR asta n. 52 del 8 novembre 2018, lotto n. 257.
  • Tito, come Cesare (AD 79-81 d. C.) Aureo coniato a Roma nel 76 d. C. dal padre Vespasiano 7.31 g. 20 mm Diritto: T CAESAR IMP VESPASIANVS. Testa laureata di Titus a destra. Rovescio: COS V. Giovenca di Mirone stante a destra. Bibliografia: Carradice I.A.,  Buttrey T.V. The Roman Imperial Coinage, Vol. II, Part 1: From AD 69 to 96. (London, 2007) n. 868 (Vespasian); Calicó X. E., The Roman Aurei. Catalogue Vol. I: From the Republic to Pertinax 196 a. C.-193 d. C.  (Barcelona 2003), n. 734; Mattingly, H. & R.A.G. Carson. Coins of the Roman Empire in the British Museum, Vol. 2: Vespasian to Domitian. (London, 1930) n. 188; Cohen H. Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Vol. 1: Pompey to Domitian. (Paris, 1880) n. 53. Energico, nitido ritratto su campo lucente. Virtualmente come coniato. FDC. Da una collezione svizzera Il tipo del rovescio è stato accostato alla giovenca di Mirone, il famoso scultore ateniese del V secolo a. C. Mattingly in catalogo del British Museum afferma che "La giovenca è indiscutibilmente la famosa statua di Mirone che era stata collocata da Augusto nel 'Porticus Apollinis' e che fu trasferita da Vespasiano nel tempio della Pace" (BMC p. xxxviii): Carradice e Buttrey nell'edizione riveduta del Roman Imperial Coinage sono più cauti e suggeriscono che il legame con Mirone è ipotetico (RIC p. 30). Tuttavia il rovescio trae ispirazione dalla precedente serie di aurei raffiguranti tori o giovenche emessi da Augusto.
  • Tito, con il titolo di Cesare Denario coniato a Roma da suo padre Vespasiano nel 75 d. C. Argento 3.36g. 19 mm Diritto: T CAESAR  IMP VESPASIAN. Testa laureate a destra di Titus. Rovescio: PONTIF  [TR P] COS IIII. Pax seduta a sinistra, con ramo d’olivo nella mano destra Bibliografia Carradice I.A. , Buttrey T.V. The Roman Imperial Coinage, Vol. II, Part 1: From AD 69 to 96. (London, 2007). n. 783; Cohen H. Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Vol. 1: Pompey to Domitian. (Paris, 1880) n. 162. Patina di vecchia raccolta, rovescio decentrato, altrimenti, Splendida Ex ACR auctions n. 24, 22 June 2016 lot 669 e Numismatica Ars Classica & Spink Taisei, auction 52.2, 26-27 October 1994, lot 2084.
  • Antonino Pio (138-161 d.C.) Sesterzio coniato a Roma nel 151-152. Bronzo 22.97 g. 32 mm Diritto: IMP CAES T AEL HADR ANTONINVS AVG PIVS P P. Testa laureate dell’imperatore a destra. Rovescio: TR POT XV COS IIII / S - C. Annona seduta a sinistra, con la mano destra tiene alcune spighe di grano sopra un modio contenente due spighe di grano e un papavero; con la sinistra tiene una cornucopia; in esergo ANNONA AVG. Bibliografia: Mattingly, H. & E. Sydenham. The Roman Imperial Coinage, Vol. III: Antoninus Pius to Commodus. (London, 1930) p. 137, n. 891. Mattingly, H. & R. Carson. Coins of the Roman Empire in the British Museum, Vol. 4: Antoninus Pius to Commodus. (London, 1940) n. 1892. Cohen, H. Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Vol. 2: Nerva to Antoninus Pius. (Paris, 1883) n. 50. Patina lucida verde scura con alcune incostrazioni. Migliore di Bellissima/quasi Splendida.
  • Marco Aurelio, Augusto (161-180 d. C.) Denario in argento coniato nel 168-169 d. C., zecca di Roma 2.87 g. 18 mm Diritto: M ANTONINVS AVG ARM PARTH MAX. Testa laureata di Marco Aurelio a destra. Rovescio: FORT RED TR P XXIII IMP V // COS III. Fortuna seduta a sinistra con timone e cornucopia. Bibliografia: H. Cohen, Description historique des monnaies frappées sous l'Empire romain, communément appelées Médailles impériales Tome Troisieme: de Marc Aurèle à Albin (161 à 197 après J.-C.). Paris-London 1860, n. 209; H. Mattingly, E. A. Sydenham, Roman Imperial Coinage Vol. III: Antoninus Pius to Commodus, London 1930, n. 205; H. Mattingly, Coins of the Roman Empire in the British Museum vol. IV: Antoninus Pius to Commodus, London 1940, n. 484. Splendida
  • Marcus Aurelius (161-180 d. C.) Sesterzio coniato a Roma nel 170-171. Bronzo 24,23 g. 32 mm Diritto: IMP M ANTONINVS - AV[G] TR P XXV. Busto laureato, drappeggiato e corazzato di Marc Aurelio. Rovescio: VOTA SOLVTA - DECENNALI[VM]. Marco Aurelio, velato, stante a sinistra, compie un sacrificio con patera su un tripode; nel campo, S  C; in esergo [COS III]. Bibliografia: Mattingly H., Sydenham E. The Roman Imperial Coinage, Vol. III: Antoninus Pius to Commodus. (London, 1930) n. 1016 variante (testa laureata); Cohen H. Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Vol. 3: Marcus Aurelius to Clodius Albinus. (Paris, 1883), n. 1034 variante. Patina lucida verde. Splendida/quasi Splendida. Rara Dalle aste ACR n. 6, 10 Dicembre 2012, lotto 971 indicato SPL, aggiudicata a 800 euro e  ACR n. 44, 20 Aprile 2018, lotto 426 indicato SPL, stimata 1800 GBP, non aggiudicata.

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