LUGANO – VIA PESSINA

CHF 3'000

Guido TALLONE

(Bergamo, 1894 – Alpignano, 1967)

VIA PESSINA CHE DORME 1964

Olio su tela.

80 x 60 cm.

Luogo, data, firma e titolo scritti in autografo al rovescio: ““Dorme” la Via Pessina Lugano VII. 64 G. Tallone”

ESPOSIZIONI:

GUIDO TALLONE. Bellinzona, Civica Galleria d’Arte, Villa dei Cedri, 11 Novembre 1989-21 Gennaio 1990, catalogo n. 43.

GUIDO TALLONE. Monza, Musei Civici, Villa Reale, 2 Febbraio- 8 Aprile 1990.

 

Categoria:

Descrizione

Guido TALLONE

(Bergamo, 1894 – Alpignano, 1967)

VIA PESSINA CHE DORME 1964

Olio su tela.

80 x 60 cm.

Luogo, data, firma e titolo scritti in autografo al rovescio: ““Dorme” la Via Pessina Lugano VII. 64 G. Tallone”

ESPOSIZIONI:

GUIDO TALLONE. Bellinzona, Civica Galleria d’Arte, Villa dei Cedri, 11 Novembre 1989-21 Gennaio 1990, catalogo n. 43.

GUIDO TALLONE. Monza, Musei Civici, Villa Reale, 2 Febbraio- 8 Aprile 1990.

 

In una notte di luglio il pittore si reca a dipingere questo caratteristico scorcio di Lugano, come di consueto en plein air e coglie gli effetti luminosi e le atmosfere baluginanti di quel momento evidenziando gli echi e le sensazioni della città addormentata nel cuore della notte.

Questo dipinto manifesta quel fascino proveniente dall’onestà emotiva sempre più potenziata nelle sue opere, come rilevato da Enrico Somarè nel 1930: «Gli basta di vedere ciò che sente e subito dipingerà l’immagine sentita e vista sinteticamente». Marziano Bernardi nel 1954 così si pronunciò sull’arte di Tallone: « […] A tutta prima i suoi dipinti si presentano come abbozzi [..] velocissime preparazioni […] trattate con olii magri, delle forme confuse, dei toni appena accennati, dei guizzi di pennellate che sembrerebbero causali. Ogni tocco, invece, è di una precisione infallibile, risponde alle esigenze d’una definizione dell’oggetto che è contemporaneamente nell’occhio e nella memoria dell’artista. Vi allontanate di qualche passo, ed è una sorpresa che scorgete quei neri, quei bianchi, quei bruni, quei rosa e celestri lievi, organizzati in una serie di rapporti cromatici e tonali, da cui le forme sorgono con una evidenza, con una limpidezza plastica eccezionale».

Guido Tallone si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera seguendo i corsi tenuti dal padre Cesare. Alla fine della Prima Guerra Mondiale ritorna a Milano e riprende gli studi di pittura componendo ritratti e paesaggi.

Nel 1923 espone per la prima volta a Milano alla mostra della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Compie alcuni importanti viaggi a Parigi, Berlino e Madrid e soggiorna spesso in Svizzera dove si afferma come apprezzato ritrattista. Nel Canton Ticino viveva il fratello architetto Enea con il quale collaborò a lungo. Nella località di Laura, sopra Roveredo in valle Mesolcina, Tallone affrescò il coro della chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario (ora a san Domenico) progettata e costruita dal fratello e da un collega luganese. A Locarno l’artista incontrò Paul Troubetzkoy, scultore italiano scapigliato di origine russa e principesca, già amico del fratello e incontrato a Parigi alcuni anni prima.

Guido Tallone, uomo socievole e spiritoso, anticonformista, refrattario a qualsiasi legame con correnti o gruppi, trascorse lunghi periodi in Ticino dove andava a trovare parenti e amici che apprezzavano la sua inconsueta e spiritosa compagnia.  Dal 1930 in poi partecipò regolarmente, fino al 1948, alla Biennale di Venezia e nel 1939 e nel 1948 alla quadriennale di Roma. Nel dopoguerra e negli anni Cinquanta lavorò a Milano, Burano e Torcello compiendo altri viaggi in Europa e negli Stati Uniti.

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