Caracalla (198-217 d. C.)

Dissarion in bronzo coniato ad Isaura in Cilicia

8.32 g. 27 mm.

Diritto: AV K M AV ANTΩNINOC. Busto laureato di Caracalla a destra, indossa una corazza con gorgona.

Rovescio: MHTPO ΠO ΛЄΩC ICA. Licaone, re degli Arcadi, laureato a sinistra, in piedi in abbigliamento militare, regge un lungo scettro nella mano sinistra e riceve una tavoletta da Apollo, a destra, nudo e con un ramo d’alloro nella mano sinistra; tra loro, un lupo retrospiciente stringe tra le fauci una mano umana; in esergo, un’altare; in esergo VPΩN.

Bibliografia: G. F. Hill, Catalogue of the Greek Coins of Lycaonia, Isauria and Cilicia in the British Museum, London 1900, p. 13, n. 3;

Sylloge Nummorum Graecorum, Cabinet des Médailles, Bibliothéque National, Paris 1993-2001, manca, confronta n. 494;

Sylloge Nummorum Graecorum Levante, Cilicia, Bern 1986, manca, confronta n. 262 ma con altare;

R. Ziegler, Kaiser, Heer und Städtisches Geld: untersuchunngen zur Münzprägung von Anazarbos und Anderer Ostkilikischer Städte, Wien 1993, n. 3.

Il rovescio di questa emissione è stato interpretato raffigurante l’imperatore e Apollo fino al catalogo Leu numismatik del 1 maggio 2022, lotto 202, nel quale è stata offerta una nuova convincente descrizione imperniata sull’osservazione che l’oggetto in bocca all’animale non è un ramo, ma una mano umana. Raffigurazioni analoghe sono note da Laranda in Lycaonia, dove un lupo che cammina verso sinistra con una mano umana in bocca appare su monete di Filippo II (SNG von Aulock 5401). Licaone, re degli Arcadi, fu buono e saggio, ma avendo sacrificato a Zeus un bambino fu trasformato in lupo; secondo una versione posteriore Licaone e i suoi figli furono empi e crudeli: presentatosi alla loro dimora Zeus, gli imbandirono carne umana, secondo alcuni di Arcade, figlia di Zeus e Elice, figlia di Licaone. Il dio, scoperto l’orrendo banchetto, fulminò tutti i figli di Licaone tranne uno, Nictimo.

Moneta in splendida conservazione e di magnifico stile con patina verde-marrone scuro. Alcuni depositi.