Mysia,  Lampsakos

Statere in elettro (circa 500-450 a. C.)

15.28 g.  20 mm

Diritto: Protome di cavallo alato (pegaso) rivolto a sinistra; intorno rami d’uva.

Rovescio: Quadrato incuso quadripartito.

Bibliografia: Agnes Baldwin. The Electrum coinage of Lampsakos, Periodo I, Gruppo 2, pag. 7, n.10.

Warwick Wroth. A Catalogue of the Greek Coins in the British Museum. Mysia, p. 79, tav. XVIII, n. 7.

L. Forrer. The Weber Collection Volume III. Mysia, p. 96, tav. 186, n. 5088.

S. W. Grose. Catalogue of the McClean Collection of Greek Coins Volume III. Mysia, p. 54, tav. 262, n. 12 (variante monogramma).

Sylloge Nummorum Graecorum Deutschland. Sammlung von Aulock Heft 4. Mysien, tav. 40, n. 1292 (variante monogramma).

Migliore di Bellissima.

Provenienza: Ex Bertolami Fine Arts–ACR asta n. 52 del 8 novembre 2018, lotto n. 88 (aggiudicata a 5000 sterline + diritti d’asta); Jean Elsen & ses Fils S.A. asta n. 86 del 10 dicembre 2005, lotto 106.

Lamsaco fu un’importante antica città greca posizionata in un territorio fertile ricco di viti, sulla costa asiatica dell’Ellesponto, oggi chiamata Lapseky in Turchia. Fondata da focesi, nel VI secolo a. C. la città, retta da tiranni, modificò in democrazia il potere pubblico.  Agli inizi del V sec. a. C. Lampsaco si ribellò, unitamente a tutte le città greche della costa asiatica, contro i Persiani e nel 498 a. C. venne sottomessa da Daurise, genero del re di Persia Dario il Grande. Verso il 471 a. C. la città e il suo territorio vennero assegnati, insieme a quelli di Magnesia e di Miunte, in dotazione a Temistocle, l’artefice della potenza navale di Atene, al quale per lungo tempo vennero tributate dalla popolazione celebrazioni annuali.